Energia eolica

Energia prodotta da impianti eolici (utilizzo del vento)

L' energia eolica è una delle energie che già dall' antichità venivano sfruttate da parte dell'uomo.

Infatti, sin dalle epoche più remote, si è sempre cercato di utilizzare per scopi concreti la forza del vento: basta pensare, per esempio, ai mulini a vento (che funzionavano come pompe o permettevano di macinare cereali) o alle navi, che hanno solcato i mari spinte dalle loro vele fino al XIX secolo inoltrato.

Negli ultimi trenta anni si è assistito a uno sviluppo notevole della ricerca riguardante lo sfruttamento dell'energia eolica, spinto sia da una maggiore coscienza ecologista che dalla necessità di trovare valide alternative ai combustibili fossili, che come è risaputo si esauriranno progressivamente nel corso del XXI secolo.

Grazie a questi sforzi, è oggi possibile ottenere energia elettrica da generatori eolici, con costi economicamente accettabili e, soprattutto, e senza emissioni nocive per l'ambiente.

Nell'ultimo decennio, la quota di energia ricavata dallo sfruttamento del vento è aumentata in maniera esponenziale, passando da una percentuale irrisoria a circa l' 1,5 % del fabbisogno mondiale. I generatori di energia eolica sono per la maggior parte di un tipo detto "ad asse orizzontale", simili agli antichi mulini a vento e funzionanti con un principio simile.

L' impianto eolico consiste in una robusta torre di metallo, alta tra i 60 e i 100 metri, sulla cui sommità è alloggiato il generatore vero e proprio, in una capsula detta "gondola". All'interno di questa gondola sono presenti un trasformatore ed un moltiplicatore di giri che accumulano l'energia proveniente dalla pala eolica situata in cima alla torre, che da sola non sarebbe sufficiente per produrre energia elettrica alla frequenza della rete elettrica nazionale, trasmettendola ad un "albero veloce".

Dall'albero veloce, l'energia passa ad un generatore che, finalmente, può immettere l'energia elettrica nella rete. Generalmente si usa posizionare questi generatori eolici in zone con presenza di vento sufficientemente forte e costante per rendere giustificato l'investimento iniziale, come sulle creste dei monti, sulle coste o in particolari zone di pianura. In Italia, per esempio, le zone dove si sfrutta l'energia eolica sono le montagne dell'Appennino, il Tavoliere delle Puglie, alcune aree della Sardegna e della Liguria.

In Europa il paese leader nella produzione di energia eolica è la Germania, seguita a breve distanza dalla Spagna, che sta effettuando notevoli sforzi per lo sviluppo di questo settore e si sta rapidamente convertendo in uno stato pioniere. Si pensi che buona parte dell'energia elettrica che utilizza Barcellona, seconda città del paese, proviene dai parchi eolici situati nel triangolo tra la capitale catalana, Tarragona e Lerida.

Nel paese iberico la quota di energia prodotta attraverso il vento supera sia l'elettricità prodotta dalle centrali idroelettriche sia quella fornita dalle sei centrali nucleari del paese. In Italia, al contrario, la strada per raggiungere certi livelli è ancora lunga, però gli sviluppi degli ultimi anni fanno ben sperare, anche se fino a che non esisterà una precisa normativa nazionale a riguardo (come per esempio invece esiste per il settore dell'energia solare) sarà complicato raggiungere risultati significativi.

Una buona strada da intraprendere per lo sviluppo del settore eolico potrebbe essere quella dell'incentivare i comuni alla costruzione di piccoli impianti, di ridotte dimensioni e di scarso impatto paesaggistico, pensati per la produzione di energia che verrà consumata nello stesso territorio comunale, con vantaggi per tutti gli abitanti che vedrebbero ridotte le loro bollette energetiche.

Per questi mini-parchi eolici, pensati prevalentemente per la fornitura di energia per usi domestici o per piccole attività produttive, sono sufficienti impianti di formato minore, con altezze del mozzo del rotore tra 10 e 20 metri, e diametro dello stesso compreso tra 3 e 20 metri.
Questi impianti, detti "minieolici", compenserebbero la minore produzione di energia (un impianto eolico tradizionale può arrivare a fornire fino a 5000 / 6000 kW, contro i circa 200 di uno ridotto) con un ridotto impatto sul paesaggio, una facilità di collocazione, un costo minore e la possibilità di sfruttare venti sia deboli che forti, avendo pertanto una resa maggiore (per esempio possono sfruttare le raffiche improvvise di vento, tipiche di vaste zone della penisola italiana).

Inoltre, particolare non da trascurare, il consumo dell'energia a pochi km dal luogo di produzione, permette di ridurre la dispersione energetica, minima ma esistente, che avviene nel corso del trasporto dell'energia. L'unico vincolo per la costruzione di un generatore eolico di questo tipo è la necessità dell'assenza nelle immediate vicinanze di edifici o alberi che possano disturbare il flusso dell'aria; è buona regola pertanto far sì che questo sia situato almeno una decina di metri più in alto di qualsiasi ostacolo.

Esistono all'estero anche impianti "microeolici", pensati per un'istallazione domestica, con un rotore di diametro tra gli 1,5 e i 3 metri, con una potenza generata inferiore ai 20 kW, sufficiente per le necessità domestiche (si pensi che l'energia fornita per una abitazione in Italia è normalmente di 3 kW) e che non necessiterebbe di costi di interramento, né soffrirebbe dispersioni di energia. Purtroppo però in Italia, al contrario di ciò che succede per il settore fotovoltaico, vista l'assenza di incentivi per chi produce energia eolica domestica, questo tipo di impianti non incontra terreno fertile per diffondersi.

I vantaggi dell'energia eolica sono moltissimi: dalla già ricordata "pulizia", visto che non si immette nell'atmosfera CO2; fino ai bassi costi di manutenzione e di eventuali smantellamenti, dato che i componenti con cui si costruiscono questi generatori sono quasi tutti riciclabili; passando per l'assenza di variabilità dei costi dell'energia dovuti ad aumenti del prezzo del combustibile, come invece succede per le centrali alimentate a petrolio, carbone o uranio.

I principali svantaggi delle centrali eoliche sono soprattutto di carattere paesaggistico, vista l'enorme mole di un generatore e il forte impatto dello stesso sul territorio, dato che può essere notato a distanza di molti chilometri. Per ovviare a questo inconveniente, in molti paesi stranieri come Danimarca, Norvegia, Regno Unito e Spagna, si sta sviluppando il cosiddetto "eolico off shore", che consiste nell'installazione di giganteschi parchi eolici a distanza dalle coste, in mezzo all'acqua di mari o laghi, per sfruttare le forti correnti di vento.

Questi giganteschi impianti sarebbero sviluppati con una tecnologia simile a quella delle piattaforme petrolifere, potendo pertanto essere situati a molti chilometri di distanza dalle coste, dove non possano modificare radicalmente il paesaggio dell'ambiente di residenza della popolazione.

 


Contatti: info@energia2020.it