Produzione energia elettrica in Italia
Il sistema elettrico nazionale è articolato in tre fasi: generazione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica.
La produzione di energia elettrica avviene in centrali tradizionali o in impianti a fonti alternative, successivamente la si immette sulla rete di trasmissione, che la trasporta dalle centrali di produzione, o dal punto di ingresso al confine con un paese estero, fino alla rete di distribuzione cui sono collegati i consumatori finali. La densità di ramificazione della rete di trasmissione è assai disomogenea tra le diverse parti del nostro Paese, e questo in ragione della quantità di energia richiesta dalle varie aree nel passato.
La rete è più densa al Nord, meno al Centro e risulta più rarefatta al Sud e nelle Isole. Con il passare del tempo, quindi, ha iniziato ad emergere un crescente problema di capacità di trasporto dell'energia tra le diverse zone del Paese, in relazione anche alla collocazione fisica degli impianti di generazione ed alla crescita dei consumi elettrici nel Centro - Sud.
Oltre alla capacità di trasporto, altre due problematiche che interessano il sistema di trasmissione sono le sia pure marginali perdite da un lato, ed i c.d. "colli di bottiglia" dall'altro, ossia delle strozzature che rendono di fatto difficile portare l'energia elettrica là dove è fisicamente richiesto. Per garantire la sicurezza del sistema, la continuità del servizio e contenere i prezzi, occorre, dunque, che alla crescita della domanda dei consumi elettrici corrisponda un adeguato sviluppo della rete. Ciò non è accaduto negli ultimi trent'anni; a fronte di un aumento nei consumi, la consistenza della rete primaria è aumentata mediamente della metà.
Le conseguenze sono rinvenibili nell'elevato tasso di utilizzo della rete e nelle congestioni presenti che ostacolano il trasporto di tutta l'energia elettrica generata dai centri di produzione alle zone di consumo. Ma è l'iter autorizzativo a costituire uno dei nodi critici nell'attuale panorama energetico del nostro Paese. Le autorizzazioni richiedono spesso tempi lunghi e presentano diversi elementi di complessità che si traducono in incertezze negli stadi di sviluppo dei progetti. Le lungaggini burocratiche caratterizzano tutto il cammino di implementazione di un progetto.
Per rendere operativo un impianto sono richiesti numerosi passaggi tra operatori di rete e soggetti istituzionali oltre a diverse regole per altrettante differenti Regioni. Nonostante la presenza di queste criticità, in Italia il comparto si profila comunque come una preziosa occasione di sviluppo. Diversi sono i servizi che nel nostro Paese, attraverso il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), vengono erogati ai produttori di elettricità da fonti pulite. È prevista la possibilità di richiedere il ritiro dedicato per l'energia elettrica prodotta dagli impianti di qualsiasi potenza che producano energia elettrica dalle seguenti fonti rinnovabili: eolica; solare; geotermica; del moto ondoso; maremotrice; idraulica.
Il regime di cessione dell'energia elettrica mediante ritiro dedicato rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produttori per la vendita al GSE dell'energia elettrica immessa in rete, in alternativa ai produttori aventi diritto, rivendendo tale energia sul mercato elettrico. AI fine di attivare il nuovo rapporto contrattuale, ogni produttore deve presentare specifica istanza di ritiro dedicato al GSE per la successiva stipula della convenzione. Ulteriore servizio è lo scambio sul posto (Del. AEEG n. 74/08), che viene erogato dal GSE su istanza dei produttori interessati.
Consente all'utente che abbia la titolarità o la disponibilità di un impianto, di compensare il valore associabile all'energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all'energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione. Sono interessati a proporre istanza al GSEcoloro nella cui. disponibilità o titolarità vi sia uno o più impianti: alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW; alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007)
